La pagina bianca mi angoscia ma allo stesso tempo mi attira. Si tratta di un forte senso di curiosità: che cosà potrà nascere dal vuoto di una pagina? Sono curiosa, voglio scoprirlo.
Ma quello che mi fa pensare, che mi fa combattere contro me stessa è la sensazione che il vuoto non voglia essere riempito. Tutti pensiamo che il vuoto non abbia identità, ma questo è assurdo. Il vuoto, il bianco, la parete senza quadri, il foglio senza disegni. Chi l'ha detto che devono essere riempiti? Forse qualcuno ha il diritto di pensare che un disegno possa essere superiore a un non-disegno, ovvero a uno spazio bianco? Io no.
Non me la sento di riempire. Chi sono io per sgretolare il vuoto, distruggerlo poco alla volta?
Ho sempre pensato che la parete bianca senza quadri avesse qualche cosa di magico e affascinante. Proprio nel suo non-essere sta la vera magia. Nel suo stato di incompiutezza eterna, che racchiude in se tutta la compiutezza del mondo. Infatti, dal bianco può nascere qualsiasi cosa. Un muro bianco ha le potenzialità più disparate. Ci si potrebbe appendere la Gioconda, oppure farci un disegno con le bombolette spray. E' magico.





