mercoledì, 30 gennaio 2008

Con una discreta amarezza devo constatare che non ci siamo ancora liberati dell'inverno. Poco fa pioveva con il sole...mia madre direbbe che le streghe si stanno pettinando.

Eppure il riflesso dentro alle pozzanghere disegna una città con tanta voglia di primavera. Grigia sì, ma con l'ambizione dell'azzurro. E io ci cammino dentro. Sono lo stivale giallo di gomma su cui l'acqua sporca non si ferma. Oppure vorrei che non si fermasse, ma in realtà l'alone rimane e quando arrivi a casa scopri una patina vagamente appiccicosa di smog e polveri sottili.

Quando tira vento ti accorgi di quanto si sta bene quando non soffia. Ma nella quiete della normalità non te ne rendi nemmeno conto. Vivi senza vento e non ne senti la mancanza. Povero vento...Ma io sono la girandola colorata legata al davanzale della cameretta di un bambino. Il vento mi piace, mi dà gioia. Vivo del suo soffio, anche solo per un attimo. E vorrei che soffiasse per sempre.

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lunedì, 28 gennaio 2008

 

Beh, direi che tutti i miei tentativi di fare in modo che il mondo si dimenticasse che io esisto sono assolutamente, totalmente e drammaticamente falliti. Non mi resta che vivere, sperando di trovare, prima o poi una ragione, uno stimolo, un impulso, un feroce radicale motivo di attivazione per il mio cervello, ma soprattutto per la mia anima. I piedi non rispondono al segnale. Vagano o stanno fermi, ma io non so che fare, non ho niente dentro, nessun motivo.
Come in fight club, "vorrei essere il braccio di Tizio, ...la spalla di Caio": in quel caso non farei altro che rispondere a comandi, a impulsi, mandati dall'alto di un cervello cosciente e responsabile. Io non sarei, così come non sono adesso, ma almeno avrei un senso, una ragione, una utilità riconosciuta, estrinseca, palese.

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