domenica, 06 luglio 2008

Passalenta la domenica pomeriggio chiusi in casa perchè fuori si muore di caldo. Roba che se esci di casa vieni arsa viva e ti sciogli sull'asfalto. Il 6 luglio. Qualche anno fa sarei stata sicuramente già al mare da una settimana di questi tempi. Con quaderni e libri per i famosi e odiosi compiti delle vacanze. Ora invece sono precipitata nel calderone bollente dei lavoratori a tempo determinato. Rischi di non accorgerti neanche che sta passando l'estate e poi sul più bello, quando smetti di lavorare, ti ritrovi nella nebbia gelida di novembre...

Da qualche giorno avverto un vago senso di colpa. Ma, come mi capita spesso, non riesco a definirne bene la causa. Non capisco che cosa ho fatto di male, ma so che c'è qualcosa di cui non sono pienamente contenta. Sogno spesso di fare del male a qualcuno senza accorgermene e la sensazione è sempre la stessa. Un feroce senso di colpa, che mi fa sentire l'ultima, stupida ruotina del carro del mondo. Tutto nasce dalla certezza di non poter cogliere le mille diverse sfumature dei sentimenti umani. Quello che ci fa sentire al settimo cielo deve sempre prevedere una ricaduta negativa da qualche altra parte, magari su qualche altra persona. Il fatto di non accorgersene è un'arma molto utile per non offuscare la nostra gioia in quel momento. Eppure io non riesco  a staccarmi da quella sensazione. Vivo la gioia solo al 90%. Con un 10% di dubbio sulle conseguenze negative di un sentimento così forte anche se effimero.

Il sole confonde le idee. Fa apparire tutto diverso nel suo bagliore accecante e i contorni si fondono nella nebbiolina trasparente di caldo che evapora.

La sera ha smesso di arrivare puntuale, si attarda a chiacchierare al parco, a piedi nudi con chi la sta ad ascoltare. Nell'ozio più totale.

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venerdì, 06 giugno 2008

Del lavoro amo la sveglia presto, anche se obbligata.

Adoro il profumo del mattino, l'arietta freschissima che ti sveglia in un attimo. La radio in macchina e la libertà di cantare a squarciagola, stonatissimi e con in bocca il sapore del dentifricio. Senza la paura di essere sentiti da qualcuno. Ci sono mattine in cui mi diverto a guardare nelle altre automobili. Vedo gente ancora addormentata, che darebbe mille euro per tornare a dormire. Quello che mi diverte di più è sorridere a quelle persone. Giusto per poter godere di quel breve attimo di spaesamento e stupore che attraversa i loro volti. Quanto ci si mette per ricambiare un sorriso? Beh, tutto quel tempo è pura meraviglia, sgomento, incertezza, curiosità...l'emozione che ti prende di fronte a qualcosa di gratuito e inaspettato.

Se ci pensate, basta questo per metterci di buon umore.

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venerdì, 02 maggio 2008

Avete notato che le giornate brillano?

Luccicano sulle macchine parcheggiate, sui vetri, sulle bottiglie di acqua minerale. Brillano sulle biciclette parcheggiate fuori, sui pavimenti delle case e negli occhi delle persone. Gli stessi occhi che alla mattina si aprono con già l'idea di doversi socchiudere al sole. La luce è molto più potente del buio. Non riesci a fermarla, entra ovunque, in ogni spiraglio. E io non credo che sia solo il sole di Maggio. Ostinato, prepotente. Ti butta fuori dal letto, e fuori di casa.

Ehi, non vale fare finta di niente. Non ti puoi girare dall'altra parte con il cuscino sopra la faccia. Perchè in giorni come questo il mondo inizia molto prima del solito. Pavesini e caffè. Ma...anche i Pavesini brillano! Quei granellini di zucchero luccicano come brillanti. Il caffè no. Meno male.

Buona giornata luccicante a tutti.

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domenica, 20 aprile 2008

Che dire? Dopo tanto tempo si ricomincia a vivere.

Che significa? Significa sentire un profumo che ci fa venire i brividini lungo la schiena, ridere pensando a qualcuno, alle boiate dette in compagnia. Significa accorgersi di quanto è importante uscire e stare con gli altri, anche se oggi non ne abbiamo voglia...Per scoprire che il tempo passa in un attimo quando qualcuno ci fa stare bene. Dopo tanto tempo scoprire che oggi sono il cuore pulsante di una nuova me. Più sicura di sè, più consapevole della direzione del mondo, più aperta, più sincera...soprattutto con me stessa.

Forse è solo la primavera, ma è la Prima Vera occasione per ributtarmi nel caldo, accogliente ribollire di emozioni non controllate, di vita vissuta finalmente senza limite. Ogni giorno vale tutta me stessa. Senza riserve. Per poi non dovermi dire: che cosa ho perso? Cosa non ho fatto? A quante cose ho rinunciato solo per paura, per mantenere la fredda coscienza di me...

Dopo tanti giorni, scrivo oggi perchè c'è il sole. Perchè ieri è stata una bella serata. Perchè ho guidato a lungo tornando a casa nella campagna buia e serena. E ho immaginato tante vite che si incrociano, tanti pensieri notturni che si sovrappongono e che solo un angelo del cielo sopra Bologna potrebbere riuscire a districare. Il mio era per tutte le persone che hanno saputo volermi bene oltre il guscio di assurda freddezza, di tristezza, di solitudine da cui per tanti mesi non sono riuscita a uscire. Solo un grazie, ma di cuore.

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categoria:tutti i mattini del mondo
martedì, 18 marzo 2008

Umm..è da un po' che non scrivo. Beh, è arrivata la primavera ed è ovvio che preferisco vagabondeggiare un po' piuttosto che chiudermi in casa a scrivere. Ma ogni tanto ci vuole. Bisogna costringersi a pensare. Per non perdersi di vista del tutto.

Ho pensato che probabilmente il metodo più usato per risollevarsi dopo un episodio che ci ha fatto stare male è quello di rendersi impermeabili al mondo. Niente ci tocca, nessun sentimento forte, niente che ci scuota. Sì, è una possibilità. Un modo di difenderci, anche involontariamente. Una specie di istinto di conservazione.

Il problema è che il mondo non sarà impermeabile a noi. Il mondo intorno ci odierà, ma soprattutto ci amerà. E soffrirà del nostro essere sfuggenti, insensibili, apatici. La bolla di vetro che abbiamo costruito è impastata di polvere di diamante all'esterno e solo noi, da dentro, possiamo romperla. Rompiamola. Non possiamo essere più egoisti di chi ci ha fatto stare male.

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categoria:passalento
martedì, 04 marzo 2008

Fuori piove, per la gioia di tutti i D'Annunzio e di tutti i Jovanotti del mondo. Il problema è che prima o poi smetterà. E a chi mi dice "meno male" io rispondo che, come tutte le cose che smettono, in me lascerà un po' di nostalgia.

Eh, sì...A proposito di cose che finiscono...Ti svegli e riesci ancora a vedere quel viso, senti ancora sulla pelle il brivido di una carezza. Era solo un sogno e ora rimani lì a cercare con tutta te stessa la forza necessaria ad ammettere che era solo fantasia. Ed è finito. Ed è inutile stare lì ancora a stringere le palpebre cercando di riaddormentarsi per tornare ancora là e riprendere la storia, magari dicendo "scusate, ma mi ero disconnessa...è caduta la linea!". Vi sarà capitato sicuramente. E sicuramente avrete pensato"beh, per fortuna che c'è la fantasia".

Già. Ma non la fantasia delle favole, perchè in quelle, si sa, il lieto fine è sempre e comunque la realtà. Gli incantesimi si spezzano. Il cattivo di turno, con la sua vena di incompresa follia ed esilarante genialità muore. E la stucchevole fanciulla, stupida come una gallina (e con questo mi scuso con tutte le galline, non vorrei offenderle..), sposa il suo adorato principe in calzamaglia, che sicuramente non saprà stirarsi nemmeno una camicia.

La vera fantasia è un'altra cosa, è un tesoro che esiste solo in noi, particolare e diverso in ognuno. I sogni esistono per poter esplorare quel mondo. E certe volte bisogna proprio dire " per fortuna che esistono".

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categoria:tutto quello che faccio vivere, ho perso un pezzettino del puzzl
lunedì, 25 febbraio 2008
Chi può dire di non aver mai provato a privarsi di qualcosa per poter stare meglio?
Rinunciare a qualcosa per sentirsi più liberi, ma anche più orgogliosi di se stessi, più forti della propria forza di volontà, più sicuri e spavaldi.
A me succede un sacco di volte. E' un buon metodo per mettersi alla prova: vedere fino a che punto si può arrivare. Collaudare la propria autonomia.

Sono la tenace voglia di rinuncia, il masochismo sadico che ti schiaccia il fegato e ti da quel brivido necessario per farti capire che esisti ancora e soprattutto che sei padrone delle tue scelte.

Il saggio dice: non si può stare bene senza prima soffrire. Ma è davvero vero il contrario? Ovvero: siamo sicuri che se ci si impone di soffrire dopo si starà meglio?

Non so rispondere.
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categoria:ho perso un pezzettino del puzzl
venerdì, 22 febbraio 2008

Lascio parlare la musica.

RISE 

Such is the way of the world
You can never know
Just where to put all your faith
And how will it grow

Gonna rise up
Burning black holes in dark memories
Gonna rise up
Turning mistakes into gold

Such is the passage of time
Too fast to fold
Suddenly swallowed by signs
Lo and behold

Gonna rise up
Find my direction magnetically
Gonna rise up
Throw down my ace in the hole

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SOLLEVARSI

 

Così va il mondo
Non puoi mai sapere
Dove mettere tutta la tua fede
E dove ti porterà

Mi solleverò
Bruciando dei buchi neri nei ricordi bui
Mi solleverò
Trasformando gli errori in oro

Così passa il tempo
Troppo veloce da domare
Improvvisamente ingoiato dai segni
Ma guarda un po'

Mi solleverò
Troverò la mia direzione magneticamente
Mi solleverò
Giocherò il mio asso nella manica

- - -

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categoria:taaanto pe cantĂ 
lunedì, 18 febbraio 2008

Camminavo anche oggi inseguendo una scia di orsetti gommosi gialli...

Ero Pollicino che si perde, ero Cappuccetto Rosso che non trova più la casa della nonna, ero il Bianconiglio in ritardo. Ma da oggi ho deciso che basta così. D'ora in poi camminerò solamente per la gioia di arrivare a casa stanca la sera, con le gambe indolenzite, ma nel cuore la grande soddisfazione di potermi finalmente riposare.

Ho deciso che basta così perchè forse ho capito che quel posto in cui speravo di arrivare ora non esiste più. E' sfumato come l'immagine che avevamo di esso. Il nostro tempo qui dura ben poco, ma al termine di quel poco forse ci chiederemo "che cosa abbiamo fatto vivere?". Abbiamo fatto vivere tante idee, molti sentimenti, una marea di pensieri, varie amicizie...ma anche dei luoghi. Luoghi fisici che esistono solo perchè noi li immaginiamo. Sì, io la penso così: il mondo non ci sarebbe se io non ci credessi. Il mondo esiste solo nella direzione del mio sguardo, ma appena volto gli occhi il vuoto si richiude in se stesso.

Il luogo di cui parlo è esistito davvero. Ci sono andata spesso. Era lì per noi: per me e per il mio compagno di viaggio. Ma ora forse non vive più. Immagino erbacce, foglie secche, funghi, crepe nella roccia, magari anche qualche ragnatela. E il suo lento dissolversi.

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categoria:tutto quello che faccio vivere
giovedì, 14 febbraio 2008

Sì sì oggi è "un giorno come tutti gli altri", ma forse sto diventando vecchia e mi commuovo spesso. Mi commuove addirittura il disegnino che hanno messo nel logo di Google in occasione di questo "giorno come tutti gli altri". Oppure penso troppo, dovrei smetterla.

L'attesa è una macina di pietra sui piedi. La senti costantemente, ti fa sempre più male, ma non riesci in nessun modo a liberartene. Soprattutto quando non sai che cosa stai aspettando. Il problema è che proprio oggi, che è "un giorno come tutti gli altri", vedo una marea di persone in giro senza la loro pesante macina sui piedi. L'invidia pettegola delle comari non fa per me, ma in qualche modo mi sono resa conto che da un po' di tempo a questa parte non riesco a gioire della felicità bambina e ingenua delle coppiette.

Sono la zitella acida e cattiva. Sono la matrigna di Cenerentola. Ma devo dire che mi vedo molto meglio come Maga Magò. Splendida nel suo malefico candore, sentendo tossire il passerottino caduto nel suo camino afferma con noncuranza: "Oh...qualcuno si sente male...Speriamo che sia una cosa grave!".

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categoria:rincorrenze